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Racconti di Vita

Storia di Mariagiulia

La storia di Mariagiulia inizia tanti anni fa, quando i suoi genitori decisero di coronare il loro sogno d’amore. Un amore nato tra i banchi di scuola, tra due giovani che si sono presi per mano e, insieme, hanno percorso tanta strada.
 
Dopo dieci anni di matrimonio trascorsi con l’enorme desiderio di un figlioletto che non arrivava, e resi difficili dalla perdita di quattro bimbi volati in cielo nelle prime settimane di gravidanza, ecco che arrivò “lei”. Si  presentò  alla  sua mamma e al suo papà attraverso il suono più dolce che due genitori possano udire: il battito del cuoricino del loro bimbo.
Quel pulsare soave che in un attimo trasformò il modo di pensare di Maria Azzurra, da “donna” a “MADRE”. 
Da quel momento in poi, quel DONO del cielo diventò il centro del loro mondo e in nessun modo avrebbero messo a repentaglio quella piccola vita. Fu così che, dopo pochi giorni, Maria Azzurra e suo marito decisero di disdire l’appuntamento per l’amniocentesi: non serviva contare i suoi cromosomi, era la loro bambina e mai vi avrebbero rinunciato.
I mesi della gravidanza, dall’inizio alla fine, trascorsero sereni e senza nessun timore. Maria Azzurra si sentiva tra le braccia di Dio e, sognante e felice, si lasciava invadere da quella sensazione di grazia e pace interiore.
Sia la gravidanza, sia il parto, furono da manuale. Alla 39esima settimana, a termine, con parto naturale e senza epidurale, nacque Mariagiulia, un nome in omaggio alla Vergine, nelle cui braccia era stata affidata fin dal test di gravidanza positivo.
La piccola fece tutto da sola: ruppe le acque e fece partire il travaglio. Maria Azzurra si sentiva forte e concentrata ed era ad un passo dal realizzare il suo sogno. Suo marito era con lei in sala parto. Tre spinte e la piccola venne al mondo, ma il suo arrivo fu accompagnato da un terribile shock.
Mariagiulia aveva la sindrome di Down, la sua mamma se ne accorse subito ma, ciò che più segnò i due genitori, fu la reazione dell’ostetrica che, forse per inesperienza o disinformazione, non gioì, non face abbracciare la piccola alla sua mamma e, anzi, con occhi sgranati urlò di chiamare il pediatra.  Il papà della piccola venne meno dal terrore per ciò che stava succedendo, mentre Maria Azzurra vedeva i suoi sogni  di mamma sgretolarsi, sentiva la paura prendere il sopravvento e sprofondava in un pianto disperato; solo quando, finalmente, riuscì ad abbracciare la sua bimba, sentì esplodere dentro di sé un amore sconfinato che asciugò tutte le sue lacrime.
La guardò e la riconobbe subito. Era il suo miracolo!
 
La notizia della disabilità della loro figlioletta fu comunicata a questi due neogenitori in maniera così traumatica da lasciare in loro, per lungo tempo, un dolore così forte da impedirgli di godere a pieno della gioia della maternità e della paternità.
È stata la piccola Mariagiulia stessa a sanare quella ferita inferta dall’ignoranza di chi, invece, avrebbe dovuto avere la preparazione professionale necessaria per informare e tranquillizzare due genitori che volevano solo sentirsi dire: “non preoccupatevi, vi renderà felice e sarà una bimba e una persona felice!!!”.
Mariagiulia è riuscita a “curare” i suoi genitori attraverso la gioia che ha portato nella sua famiglia e attraverso il suo essere una creatura meravigliosa e perfetta nella sua unicità.
 
Oggi Mariagiulia è una bambina straordinaria: dolce, gioiosa, sensibile e intelligente, e con una carica esplosiva. È lei che ha dato ai suoi genitori la forza di reagire, ha ribaltato le loro errate convinzioni, ha insegnato loro a vivere una vita nuova, diversa, ma pur sempre bellissima e piena d’amore e felicità.
Mariagiulia ha mostrato ai suoi genitori l’essenza profonda delle cose e le meraviglie del mondo che sono racchiuse in lei. I suoi genitori non avrebbero mai pensato di avere una figlia così “perfetta”.
 
La vita con la sindrome di Down non è solo una vita possibile, ma è anche una vita ricca e soddisfacente.
La sindrome di Down non è un mostro da combattere, è solo un incedere leggermente più lento ma, in alcuni casi, non è neanche così. Ogni bimbo con la sindrome di Down è diverso dall’altro. Hanno caratteristiche fisiche comuni, certo, ma poi somigliano alla loro mamma e al loro papà! Anche il ritardo psico-motorio e cognitivo è molto variabile. La terapia riabilitativa è importante, ma molto importante è anche l’ambiente familiare e sociale, gli stimoli provenienti dal condurre una vita serena e normale e, soprattutto, l’Amore, perché l’Amore tutto può.
La verità è che ci sono molti luoghi comuni sulle persone con sindrome di down e questo, forse, è l’ostacolo più grande mentre loro, a dispetto di tutto e di tutti, vivono una vita piena: frequentano la scuola, molti conseguono il diploma e alcuni si sono laureati, alcuni sono campioni sportivi e altri sono sposati. I loro orizzonti sono aperti.
 
Così scrivono i genitori di Mariagiulia: 
“Non fatevi imbrogliare!
Cari futuri genitori o neogenitori, non abbiate paura, fidatevi dei vostri figli e aprite le braccia alla vita …
Nel corso di questi mesi abbiamo fatto tante scoperte e tante conquiste; Mariagiulia ci ha saputo stupire ogni giorno con piccole cose e a volte ci ha lasciati proprio basiti con grandi cose!
Abbiamo scoperto che il giorno della sua nascita la “disabile” non era lei, ma noi!!! E anche l’ostetrica di turno …
Avevamo il cuore chiuso e la mente offuscata dalla paura …
Le nostre giornate sono piene di sorrisi e di risate, i suoi occhi così espressivi e intensi sono dei mandorli in fiore! La sua espressione gioiosa, entusiasta, vivace ci riempie la casa e il cuore di un Amore e di una Serenità che non si possono descrivere.
Mariagiulia è un fiume in piena e noi ci lasciamo “s-travolgere” senza se e senza ma.”
 
 

                  

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