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Racconti di Vita

Una vita da proteggere, un figlio da amare

Carissimi amici,
vogliamo condividere con voi questa testimonianza, la nostra scelta di vita, come monito ed incoraggiamento ai futuri genitori che si troveranno nella nostra stessa, complessa situazione.
A luglio 2022 scopriamo di aspettare un figlio, il bambino da noi tanto desiderato. Purtroppo, durante la prima ecografia, effettuata alla 11ª settimana, scopriamo che il piccolo è affetto da Igroma Cistico (o linfangioma cistico), una malformazione dovuta ad un accumulo di liquido linfatico dietro la nuca, che determina la formazione di una o più cisti.
Il suddetto igroma era di vaste proporzioni e consisteva in una grande cisti che partiva dalla nuca e continuava per tutta la schiena con al suo interno altre due cisti più piccole, una all'altezza del collo e un'altra tra la parte bassa del collo e la schiena.
Come consigliato dalle linee guida sulla dignosi prentale, effettuiamo la translucenza nucale, esame che conferma la presenza della malformazione. Ci viene detto che il piccolo potrebbe essere affetto da patologia genetica o grave malformazione cardiaca e che molto probabilmente sarebbe deceduto nelle settimane successive, vista la dimensione del linfangioma. Effettuiamo gli esami genetici (villocentesi e Array-CGH) e ne risulta un profilo maschile perfettamente sano. Nel frattempo ci imbattiamo in un articolo in cui vengono riportati gli studi del Prof. Noia, i quali dimostrano che questi bambini sono tutt'altro che spacciati, e i feti "malati" sono in effetti poco meno della metà. Scopriamo che esiste anche una cura pre e post natale per ridurre l'igroma e che addirittura in alcuni centri si può asportare chirurgicamente dopo la nascita.
Ciononostante, il ginecologo che ci seguiva, ci consiglia l'aborto, perché secondo lui il piccolo era talmente "difettato" da non valere la pena di continuare la gravidanza... in pochi minuti dice tutto e il contrario di tutto, vede anche un'inesistente idrocefalia... è in evidente stato confusionale ma non vuole ammettere la sua ignoranza riguardo al problema in discorso. Ne scaturisce un acceso diverbio e, alla fine, decidiamo di farci seguire altrove dato l’evidente contrasto di vedute. Una vita nascente trattata, a priori e senza alcuna evidenza scientifica, come terminale!
Con il nuovo ginecologo scopriamo subito che il piccolo aveva iniziato a riassorbire l'igroma che, alla 21ª settimana, era completamente scomparso.
Con lui effettuiamo un'ecografia al mese fino al termine della gravidanza per monitorare lo stato del piccolo e, in particolar modo, del suo cuore, sorvegliato speciale della situazione!
Ad aprile finalmente nasce il nostro piccolo Giuseppe, completamente sano, fra l'incredulità dei medici e la gioia delle nostre famiglie!
Dopo aver trascorso i primi giorni di vita nel reparto di Neonatologia, per accertamenti, ora il piccolo è a casa con noi e rappresenta la nostra felicità.
Abbiamo deciso di rendere pubblica la nostra esperienza al fine di dare speranza e conforto a chi si troverà in futuro ad affrontare la nostra stessa situazione: a questi genitori consigliamo di non lasciarsi sopraffare dal timore e di avere la pazienza di aspettare ed osservare la naturale evoluzione della gravidanza, di dare un'opportunità al loro bambino, di dfenderlo da chi lo considera un mostro quando, in realtà, è un figlio da proteggere e da amare.
 

Noi non siamo i padroni della vita dei nostri piccoli, bensì i custodi.

Cari saluti
Stefano e Rosa
 

 

 

                  

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